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MEDAGLIA DI SANT'ANTONIO DA PADOVA
Medaglie Religiose in oro e in argento


La medaglia di S. Antonio da Padova ha origini molto antiche, risale all'epoca dei papi Innocenzo III e suo nipote Gregorio IX difensori del potere papale e sopratutto papi  che si inserirono nella grande riforma spirituale dei secoli XI – XII. Entrambi sentirono la necessità rinnovare le istituzioni ecclesiastiche, da qui infatti abbiamo la nascita dei cosiddetti ordini mendicanti: Francescani e Domenicani.

sant'antonio da padova
 

S. Antonio da Padova: francescano, dottore della chiesa , guaritore e dispensatore di grazie e miracoli, nell'iconografia è  stato rappresentato  in molti modi; ad esempio la fiamma nell'iconografia di S. Antonio simboleggia l'amore; il libro aperto la sapienza; un giglio bianco la purezza e la verginità; il bambino Gesù che tiene in braccio nell'iconografia odierna è rappresentazione di una visione che S. Antonio ebbe prima di morire.

Nel giugno del 1231, pochi giorni prima della morte, S Antonio soggiornò a Camposanpiero, invitato dal conte Tiso per un periodo di meditazione e riposo nel piccolo romitorio nei pressi del castello. Qui, come la tradizione vuole, si ebbe la famosa predica del Noce e dove ebbe la visione del bambino Gesù. La medaglia di S Antonio nacque a forma di croce con una preghiera incisa in latino per mettere in fuga le potenze di satana:


“Ecce crucem domini! Fugite partes adversae! Vicit  leo tribu juda, radix David! Alleluia!”
TRAD. “Ecco la croce del Signore! Fuggite forze nemiche! Ha vinto il leone di giuda, la radice di Davide! Alleluia!”.



La medaglia di Sant'Antonio che potrete trovare nella nostra vetrina online riporta l'iconografia di Sant' Antonio con il bambino Gesù in braccio.

La medaglia è realizzata in oro 18kt,la è di forma rotonda ed è fatta con il metodo dell'incisione a conio, satinata al centro e lucida nei contorni, rifinita proprio come un gioiello da indossare, per coloro che con fede desiderano indossarla, o semplicemente per fare un dono speciale e originale ai vostri cari devoti.




 

Nascita di S. Antonio

Gli anni in cui visse Fernando, più tardi Sant' Antonio di Padova, si collocano nel cuore del medioevo. Tutta l'Europa era scossa da profondi cambiamenti: la nascita della società urbana e dei comuni; l'aumento della produzione agricola e la conseguente maggior mobilità delle persone con la ripresa di ampi commerci.

In questo contesto venne alla luce a Lisbona Antonio di Padova. Primogenito di una nobile famiglia, la residenza di quest'ultima era nei pressi della cattedrale di Lisbona,dove Antonio fu infatti battezzato. Presso questo luogo egli ebbe la prima educazione spirituale dai canonici della cattedrale. Si ritiene, ma è incerto,  che il padre invece lo indirizzò al mestiere delle armi. All'età di quindici anni, egli decise di entrare a far parte dei canonici regolari Agostiniani dell'abbazia di San Vincenzo di Lisbona. Più avanti a riguardo, nei suoi Sermoni scriverà:

“Chi si ascrive a un ordine religioso per farvi penitenza, è simile alle pie donne che, la mattina di Pasqua, si recarono al sepolcro di Cristo. Considerando la mole della pietra che ne chiudeva l'imboccatura, dicevano: chi ci rotolerà la pietra? Grande è la pietra, cioè l'asprezza della vita di convento: il difficile ingresso, le lunghe veglie, i digiuni, la parsimonia dei cibi, la rozzezza delle vesti, la  povert�� volontaria. L'obbedienza pronta....chi ci rotolerà la pietra dall'entrata del sepolcro? Un angelo sceso dal cielo, narra l'evangelista, ha fatto rotolare la pietra e vi si è seduto sopra. Ecco: l'angelo è la grazia dello Spirito Santo, che irrobustisce la fragilità, ogni asperità ammorbidisce, ogni amarezza rende dolce con il suo amore”

(Antonio di Padova, Sermoni)

Rimase all'abbazia di San Vincenzo per circa due anni. Poi, preferendo un maggior raccoglimento, ostacolato dalle frequenti visite di amici e parenti, chiese ed ottenne il trasferimento presso il convento di Santa Croce a Coimbra, città allora capitale del Portogallo e distante circa 230 km da Lisbona. Non vi è notizia che riporta un suo ritorno ai luoghi nativi. S. Antonio (ancora Fernando all'epoca) giunse a Coimbra nel 1212 quando lui aveva circa diciassette anni. Il convento era molto grande e conteneva una settantina di monaci. Qui probabilmente fu ordinato sacerdote ed essendo versato nelle sacre scritture e nella predicazione  gli si prospettò una carriera all'interno dell'ordine; ma alcuni avvenimenti contribuirono a scrivere una storia diversa.


Incontro con il Francescanesimo

Nel 1219 San Francesco d'Assisi organizzò una spedizione missionaria alla volta del Marocco, con l'intento di convertire i musulmani dell'Africa. I membri della spedizione  comprendevano tre sacerdoti, Bernardo, Pietro ed Ottone e due fratelli laici, Adiuto e Accursio.

Giunti in Africa, i cinque furono  uccisi e decapitati poco dopo il loro inizio dell'evangelizzazione. I loro corpi furono riportati a Coimbra pochi mesi dopo. Antonio riferì in seguito che il martirio di questi fratelli francescani, scatenò in lui la spinta decisiva ad entrar a far parte dell'ordine del santo d'Assisi, nel settembre 1220. Qui Fernando sostituì il suo nome di battesimo con Antonio, in onore di un monaco orientale a cui era dedicato il romitorio di Olivais di Coimbra dove vivevano i primi francescani portoghesi, e che Fernando aveva da poco conosciuto.


Padova

Il 30 maggio 1227 Antonio raggiunse Assisi, dove vi era la festa di pentecoste e giorno di apertura del capitolo generale, nel quale si doveva eleggere il successore di Francesco, frate Giovanni Parenti, ex magistrato e provinciale della Spagna. Esso stesso aveva accolto Antonio a far parte dell'ordine francescano  e lo nominò ministro provinciale.

Nonostante l'incarico comportasse per Antonio la visita degli ormai numerosi conventi dell'Italia settentrionale (Milano, Venezia, Vicenza, Verona, Ferrara, Trento, Brescia, Cremona e Varese), esso scelse fra tutte il convento di Padova come sua residenza fissa quando non era in viaggio. Qui cercò di portare a termine senza riuscirci la sua più importante opera scritta “i sermoni”, un'opera dottrinaria di profonda Teologia, che lo farà proclamare dottore della chiesa.

La predicazione però non gli fece terminare  quest'opera. Una folla notevole lo seguiva nelle sue prediche, tanto che si riempivano le chiese e le piazze. Da tanto che a Padova Antonio era divenuto estremamente famoso e ricercato, tra predicazioni instancabili e lunghe ore dedicate al confessionale spesso Antonio compiva anche lunghi digiuni.


La fine

La quaresima e la predicazione avevano fiaccato Antonio, che in diverse occasioni aveva dovuto farsi portare in braccio sul pulpito, afflitto dall'idropisia e dall'asma tanto da non poter più camminare. Nel mese di giugno del 1231, pochi giorni prima della morte, Sant'Antonio  soggiornò a Camposampiero, invitato dal conte Tiso per un periodo di meditazione e riposo nel piccolo romitorio del castello (la tradizione vuole che qui si ebbe la famosa predica del Noce e dove ebbe la visione del bambino Gesù).

Il 13 giugno 1231 si sentì mancare e, compreso che non gli restava molto  da vivere, chiese d'essere riportato a Padova dove desiderava morire. Al convento i confratelli adagiarono Antonio per terra. Ricevuta l'estrema unzione, ascoltò cantare i confratelli l'inno mariano da lui prediletto “ O gloriosa domina”, poi pronunciò secondo uno scritto giunto fino a noi, “l'Assidua”, le parole: ”Video Dominum meum”  (vedo il mio signore) e morì, all'età di 36 anni.


La canonizzazione

Fin dal giorno dei funerali la tomba di Antonio divenne meta di pellegrinaggi che durarono per giorni. Devoti di ogni condizione sociale sfilavano davanti la tomba  toccando il sarcofago  e chiedendo miracoli, grazie e guarigioni. Gregorio IX proclamò ufficialmente Santo Frate Antonio il 30 maggio(festa di pentecoste), fissandone la festa liturgica  nel giorno della sua  nascita in cielo, il 13 giugno. I fedeli poterono quindi festeggiare Antonio come santo esattamente un anno dopo la sua morte.

Successivamente per il grande afflusso di pellegrini  a Padova, si iniziò la costruzione  di una chiesa  più capiente, trasferendo lì le spoglie mortali di Sant'Antonio, dove ancora oggi sono milioni le persone  che annualmente visitano la sua tomba nella basilica di Padova, e la maggior parte di queste persone porta nell'animo una profonda venerazione per questo grande frate francescano.



Preghiera- “Aiutami a trovare”

Sant'Antonio è famoso nel mondo anche come il Santo che aiuta a trovare le cose smarrite. Dagli oggetti della vita quotidiana alla stessa fede. La preghiera che segue è dedicata ad invocare l'aiuto di Sant'Antonio proprio nella ricerca di quanto è stato smarrito:


 

Si quaeris miracula
mors, error, calamitas,
demon, lepra fugiunt
aegri surgunt sani.

Cedunt mare, vincula
membra, resque perditas,
petunt et accipiunt
juvenes et cani.

Pereunt pericula,
cessat et necessitas,
narrent hi qui sentiunt,
dicant Paduani.

Cedunt mare, vincula, ect.

Gloria Padri et Filio et Spiritui Sancto.

Cedunt mare, vincula ecc.

Se miracoli tu brami,
fugge error, calamità,
lebbra, morte, spiriti infami
e qualunque infermità.

Cede il mare e le catene
trova ognun ciò che smarrì
han conforto nelle pene
vecchi e giovani ogni dì.

I perigli avrai lontani,
la miseria sparirà;
ben lo sanno i Padovani,
preghi ognun e proverà!

Cede il mare e le catene…

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo

Cede il mare e le catene…


(Fonte ispiratrice Wikipedia)


 
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