Le perle: acqua dolce e salata


Le perle utilizzate in gioielleria hanno duplice origine, vengono infatti coltivate in acqua dolce o in acqua salata, e l’ambiente di coltivazione va inevitabilmente a inficiare sulla tipologia di perla.


Le perle di acqua dolce sono più piccole, il loro diametro varia dai 3 mm ai 7-8 mm, ed il loro colore è quasi sempre bianco, con riflessi silver e rosa. La coltivazione di perle in acqua dolce ha impiegato anni ed anni per riuscire nella tecnica di avere delle perle di acqua dolce dalla forma sferica, ad imitare le perle di mare, infatti le perle di acqua dolce, dette anche perle di fiume, hanno una particolare conformità naturale a chicco di riso, e con superficie non liscia ed omogenea come le perle di mare.

Alcune perle di acqua dolce hanno forma molto particolare, detta perla barocca, e dimensioni molto grandi, si parla di 11 - 15 mm circa. Le perle barocche sono uniche, è impossibile trovare una perla barocca identica all’altra, spesso infatti per esaltare l’unicità di questa perla vengono realizzati gioielli con un solo pendente a perla, oppure una coppia di orecchini dal tono decisamente moderno, vista l’asimmetria che si crea.

Guarda nel dettaglio le perle Barocche
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Le perle di acqua salata coltivate per la gioielleria spesso raggiungono diametri più elevati, e sono tra le perle più famose: Perle Akoya. Esse vengono coltivate nei mari della Cina e del Giappone. Alcune perle Akoya raggiungono la dimensione di 10-12 mm di diametro. Le perle di mare hanno forma naturalmente sferica, e superficie liscia ed omogenea, per la gran parte del nacre.

Le perle di Tahiti sono famose per il loro colore, oltre che per la loro grandezza: le perle Tahiti sono perle nere, dal colore scuro con riflessi spesso cangianti dal verde al viola, e sono uno spettacolo da vedere, specie se abbinate alla lucentezza dei diamanti.

Guarda nel dettaglio le perle Akoya
Guarda nel dettaglio le perle di Tahiti
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Le perle: il gioiello per la sposa

Si sente spesso dire che le perle portano lacrime. Ma è vero? Assolutamente no, altrimenti perché sarebbero il gioiello più indossato dalle spose? La perla da sempre è simbolo di prosperità, abbondanza, crescita, ma anche di eleganza, purezza e raffinatezza, per questo la perla è il gioiello più scelto dalle spose. La sposa spesso sceglie orecchini di perle gemelle o collier di perle da sposa, segui la nostra guida ai gioielli in perle per la sposa.

Gioielli di perle per la sposa: scopri quali e come

Da Cappagli Gioielli è possibile scegliere un gioiello con perle sia di acqua dolce che un gioiello con perle di acqua salata, il nostro laboratorio si occupa della selezione delle migliori perle da gioielleria, che vengono montate con arte e maestria sul gioiello, che verrà consegnato con certificato che ne attesta le caratteristiche, la qualità e che ne riporta documentazione fotografica. I produttori di gioielli con perle di cui ci serviamo sono Mirco Visconti, Salvini, Yoshiko e Comete Gioielli.




I materiali - formazione e caratteristiche delle perle


La formazione delle perle avviene quando un mollusco riesce  a produrre una perla.
Solitamente questo avviene perché il mollusco reagisce ad uno stimolo come forma di difesa verso un’intrusione. Questa intrusione può essere di origine naturale, come un piccolo organismo parassita, o indotta dall’uomo con l’introduzione di un elemento estraneo all’interno del corpo del mollusco.

Nel primo caso la perla che si forma viene detta perla naturale, nel secondo caso perla coltivata o di coltura.

Per quanto riguarda il primo caso, la formazione di una perla naturale, essa avviene nel momento in cui un qualsiasi elemento estraneo prenota all’interno del mollusco provocando irritazione.
Per difendersi, l’animale crea una specie di sacca attorno all’intruso.
La sacca inizia quindi a secernere una sostanza lenitiva, il nacre, che serve a rivestire il corpo irritante. Mano a mano che gli stati di nacre si depositano sull’elemento irritante, la perla aumenta gradualmente la sua dimensione. Le perle coltivate invece sono il risultato dell’intervento umano nel processo di formazione naturale.

bracciali di perle

Le prime perle ottenute in questo modo furono le perle coltivate blister  - formatesi attorno ad un nucleo appositamente incollato alla superficie interna del guscio del mollusco. Le prime perle coltivate di natura sferica sono entrate in commercio più o meno nel 1920. Per la loro produzione esistono due metodi di coltivazione: quella con innesto di nucleo sferico e quella con innesto di tessuto del mantello. L’innesto con nucleo sferico viene utilizzato principalmente nei molluschi perliferi di acqua salata. Viene eseguita una vera e propria  operazione per inserire il nucleo sferico, e un frammento di tessuto di mantello all’interno delle gonadi, organo riproduttivo dei molluschi. I nuclei vengono ricavati dalla lavorazione della conchiglia di una specie di mitilo di acqua dolce che vive nei fiumi del Nord America – la Megalonaias nervosa - il frammento del tessuto di mantello, invece, viene estratto da un mollusco donatore. Anche alcuni molluschi d’acqua dolce sono sottoposti al trattamento dell’innesto del nucleo sferico, ma la maggior parte di essi viene coltivata con la procedure dell’innesto del solo tessuto di mantello. Solitamente il tessuto viene inserito all’interno dell’area carnosa del mollusco e non nelle gonadi come avviene per il nucleo sferico. Quando l’intervento con l’innesto ha esito favorevole, il mollusco comincia a secernere nacre attorno al tessuto, dando origine alla nascita della perla coltivata. Essendo priva di nucleo sferico, la perla ottenuta è composta quasi esclusivamente di nacre.

Tempo fa, le perle erano importanti strumenti finanziari, comparabili, per il prezzo, alle proprietà immobiliari, poiché bisognava cercare migliaia di ostriche per una sola pietra. Esse erano rare perché create solo a caso. La maggior parte delle perle sono prodotte in Giappone nelle tiepide acque del Sud pacifico, le ostriche più grandi coltivano le perle e le perle nere di Tahiti che sono in dimensioni più grandi. Le perle di acqua dolce sono coltivate in acqua dolce, per la maggior parte in Cina.


Nonostante le differenze che contraddistinguono i vari tipi di perle, presenti in commercio, tutte presentano alcune caratteristiche fondamentali in comune. Queste caratteristiche influiscono direttamente sulla valutazione di ogni singola perla.
Collettivamente sono definite fattori di valore o fattori per la valutazione qualitativa.


I sette fattori di valore o parametri per la valutazione qualitativa delle perle, sono:

1. Le dimensioni

2. La forma

3. Il colore

4. La lucentezza

5. La qualità della superficie

6. La qualità del nacre

7. L’accostamento armonico


La forma


La forma di una perla può , generalmente, variare da quella a sferica o semisferica ad una incredibile moltitudine di conformazioni insolite.


Chi opera nel settore ha individuato sette categorie considerate come standard della forma:

1. La forma rotonda

(in gergo, round): praticamente sferica ad occhio nudo

2. La forma quasi rotonda

( in gergo, semi-round): essenzialmente sferica ad occhio nudo, potrebbe presentare un andamento lievemente irregolare o essere leggermente allungata o appiattita.

3. La forma ovale: 

rotondeggiante ed oblunga, ma simmetrica

4. La forma a bottone:

circolare e simmetrica, più o meno appiattita e schiacciata

5. La forma a goccia

simile ad una goccia o ad una pera, ha forma arrotondata più larga nella parte inferiore e simmetrica. La lunghezza è variabile.

6. La forma semi-barocca:

si tratta di una forma non simmetrica, non perfettamente sferica.

7. La forma barocca:

è una forma non simmetrica con un profilo totalmente irregolare.

 

Qualsiasi altra forma diversa dalle sette elencate dovrà essere descritta come appare, esempio: a croce, a navetta, a bastoncino etc. etc.

Come regola generale, le perle di forma sferica sono le più costose. Ciò è dovuto al fatto che riuscire a radunare un numero sufficiente di perle coltivate perfettamente rotonde, di grandi dimensioni e di qualità superiore è di gran lunga più difficile e complesso che mettere insieme perle non sferiche.



Il colore delle perle


Il colore di una perla è formato da tre componenti fondamentali: la tinta, vale a dire la prima impressione che si ha del colore; il tono, cioè la maggiore o minore luminosità del colore stesso, e la saturazione, la sua forza o intensità. Le tinte delle perle si presentano, generalmente, con saturazioni brunastre o grigiastre, mentre il tono può coprire l’intera gamma dal bianco al nero. Le perle, come tutte le cose che hanno avuto origine da un processo naturale, presentano un vasto insieme di colori. Gli strati sovrapposti di nacre, che compongono la perla, permettono il passaggio della luce che , attraversandoli si scinde prima di tornare ai nostri occhi. Grazie a questo fenomeno, di  una perla percepiamo un insieme complesso di effetti ottici.


Il colore delle perle, infatti, può presentare tre caratteristiche fondamentali:

1. Il colore di fondo o colore di base:

la tinta dominante presente su tutta la superficie della perla;

2. Il colore di superficie:

una o più tinte traslucide che si percepiscono al di sopra del colore di fondo;

3. L’oriente:

una serie di colori iridescenti, come quelli di un arcobaleno, che luccicano sulla superficie di una perla.

Tutte le perle hanno un colore di fondo, ma non tutte presentano quello di superficie o l’oriente.



Il colore di fondo


Il colore di fondo di una perla è il colore dominante. Esso può essere influenzato da molteplici variabili: la specie del mollusco da cui sono state prodotte, il colore del tessuto del mantello, oppure gli elementi presenti nell’ambiente durante la fase di accrescimento della perla. Fino ai tempi più recenti, ciascuno dei vari tipi di perla presentava una gamma di variazione abbastanza ridotta. Le perle di fiume e quelle di Tahiti hanno introdotto un nuovo assortimento di colori nel mercato delle perle quali il porpora, il marrone, il blu, l’arancione e cosi via. Come si potrà notare nell’immagine, oggigiorno, la scelta relativa ai colori di fondo è vasta e soprattutto sorprendente.


Il colore di superficie


Il colore di superficie è composto da una o più tinte diverse, tenui e traslucide, collocate sulla superficie di una perla. Il colore di fondo traspare attraverso quello di superficie, come tinta principale della perla; quindi il colore di superficie, se presente, è in ogni caso secondario rispetto al colore di fondo. Sono molti i tipi di perle che presentano un colore di superficie, di solito il verde il blu o il rosè.



L’oriente


Oltre al colore di fondo ed a quello di superficie, le perle possono presentare anche un bellissimo effetto ottico chiamato oriente. Si tratta di una serie di colori iridescenti che lampeggiano attraverso la sua superficie. Ruotando la perla sembra quasi che le tinte iridescenti si spostino e si modifichino come l’effetto cangiante dell’arcobaleno osservabile nelle bolle di sapone. Nonostante la superficie di una perla sia liscia e levigata, se osservata attraverso le potenti lenti di un microscopio, si potrà notare che il nacre di cui è formata è composta da sottilissimi strati di cristalli piccolissimi. Questi cristalli a piastrina sono uniti da loro da una particolare colla organica. I raggi di luce che illuminano la superficie della perla, penetrano attraverso le sottili piastrine di nacre e, incontrando materiali diversi, interagiscono con ciascuno di loro in maniera diseguale, modificando la velocità e la direzione. A causa del fenomeno dell’interferenza, la luce che attraversa il nacre si scinde nelle sue componenti iridescenti, e questo può dare origine all’oriente.


La lucentezza delle perle


Il fattore della lucentezza,  in una perla, è forse quello di maggiore impatto, rispetto agli altri, sulla bellezza di una perla. Essa è dovuta alla luce che penetra attraverso i vari strati di nacre traslucido e che ritorna all’occhio dell’osservatore dalle profondità interne della gemma.


La lucentezza delle perle viene raggruppata in quattro categorie:

1. Eccellente – i riflessi sono luminosi, molto nitidi e ben definiti.

2. Buona – i riflessi sono luminosi, ma non nitidi e ben definiti.

3. Discreta – i riflessi sono deboli, confusi e sfuocati.

4. Scarsa – i riflessi sono molto indistinti e diffusi.


La lucentezza è ciò che contraddistingue le perle rendendole uniche rispetto a tutte le altre gemme. Le perle presentano diversi gradi di lucentezza anche in base al tipo di appartenenza. Nonostante il continuo sviluppo ed il perfezionamento delle tecniche di coltivazione stiano portando alla modifica di questo concetto, gli esperti del settore reputano ancora le Akoya della migliore qualità come le perle che presentano il maggiore grado di lucentezza rispetto a tutti gli altri tipi di perle coltivate di colore bianco e di forma rotonda, come per esempio quelle dei Mari del Sud. Ciò è dovuto in parte alle differenze nelle condizioni ambientali in cui si svolge la coltivazione. Si ritiene, infatti, che le perle coltivate in acque più fredde accumulino piastrine di nacre con dimensioni minori e più lentamente, incrementando la probabilità di ottenere una lucentezza superiore.


La qualità della superficie delle perle


Le perle coltivate sono di natura organica, pertanto non sorprende che possano presentare caratteristiche sulla superficie o esterne.


Queste ultime possono essere di genere molto vario, eccone un elenco:

1. Abrasioni – una serie di graffi sulla superficie dovuti ad un danneggiamento

2. Protuberanza – un rigonfiamento, una bolla o una striatura

3. Scheggiatura – un’incavatura o un’apertura sulla superficie della perla

4. Spaccatura – una fenditura che raggiunge la superficie o una frattura del nacre

5. Area piatta – una zona appiattita sulla superficie di una perla altrimenti sferica o simmetrica, di solito troppo limitata per influire sulla forma base

6. Vuoto – una zona in cui il nacre non ha ricoperto il nucleo sferico

7. Incavatura – una piccola tacca o depressione sulla superficie

8. Graffio – sottile solco o avallamento sulla superficie

9. Macchia – una zona del nacre più chiara, più scura o meno lucente rispetto alla superficie circostante

10. Increspatura – una riga di rilievo o una grinza irregolare sulla superficie

 

La qualità del nacre


Il nacre costituisce la vera essenza di una perla. Il legame che lo collega alla lucentezza rende la valutazione della sua qualità in fattore di valore di importanza cruciale. L’aspetto di una perla, influenzato da un maggiore o minore spessore del suo nacre, contribuisce a determinare la sua qualità. Come si può valutare lo spessore del nacre senza dover ricorrere alla dissezione della gemma  o all’ispezione radiografia ai raggi-x ? Basta osservare la perla. Se lo spessore è troppo sottile il suo aspetto si presenta opaco e gessoso ed inoltre potrebbe trasparire la sagoma scura del nucleo sferico al suo interno. Anche l’effetto “lampeggiamento” vale a dire l’intermittente comparsa e la scomparsa del nucleo durante la rotazione della sfera è una prova che generalmente indica la presenza di uno strato troppo sottile di nacre. La qualità del nacre e la lucentezza sono collegati da una stretta interdipendenza.

L’accostamento armonico


L’accostamento armonico è un fattore di valore relativo. Si applica soltanto nel caso di collane o gioielli che presentano più di una perla. Nel caso di gioielli con perle dello stesso tipo è necessario valutare l’uniformità dell’insieme.


I gioielli valutati in base all’accostamento sono classificati come segue:

1. Eccellente – le perle presentano un aspetto uniforme e sono forate al centro.

2. Buono –le variazioni nell’uniformità sono minori.

3. Discreto – le variazioni dell’uniformità sono notevoli.


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